Questo cofanetto, vuole essere non solo un omaggio ad una delle più belle voci del panorama musicale italiano, ma anche un’occasione, per chi ha avuto modo di apprezzare l’Artista  in tempi recenti, di scoprire  la parte più significativa del suo repertorio iniziale.


La carriera di Orietta Berti, esplosa nel 1965 con la vittoria a “Un disco per l’estate”, è ancora oggi in pieno fermento. Dotata di un’estensione vocale non comune e di un gusto interpretativo sempre sobrio, efficace ed espressivo, nel corso degli ultimi anni, la cantante ha avuto modo di farsi apprezzare non solo per un’intelligente ricerca musicale che le ha permesso di spaziare attraverso vari generi, ma anche per le sue doti di grande comunicatrice, estrinsecate nei ruoli di attrice brillante e di ironica conduttrice tv.
Attraverso i dischi di questo prezioso cofanetto, è possibile ripercorrere per intero i primi 15 anni di carriera di questa poliedrica Artista, che ha saputo oltrepassare l’avvento di mode diverse, accompagnando con coerenza il pubblico negli inevitabili mutamenti del gusto musicale, senza mai stravolgere la sua personalità artistica, riuscendo piuttosto a dare un significativo contributo alla costruzione della colonna sonora degli ultimi quarant’anni di vita del nostro Paese. Tutto questo conservando sempre quella semplicità e quella coerenza che hanno fatto di lei un personaggio amatissimo da un pubblico altamente variegato.
Con la Polydor, Orietta ha realizzato circa duecento canzoni, alcune delle quali sono diventate veri e propri classici della musica leggera italiana.

Serenata suburbana/I nostri momenti/Dominique/Tutto è finito fra noi/Vai,Bobby,vai/Perdendoti/Scorderai/Tu sei quello/Se per caso/Un’ora e poi/Voglio dirti grazie/Le ragazze semplici/Prima che finisca l’amore/E se tra poco/La mia musa/sorella Adele/Ogni strada/La ragazza di un’estate/Dove,non so/Io ti darò di più/La prima lettera d’amore/Yo te daria mas

Il primo cd comprende il periodo che va dal 1963 al 1966 e si apre proprio con i due brani che compongono il primo 45 giri edito dalla Polydor: Serenata suburbana e I nostri momenti (Nossos momentos), due pezzi sudamericani interpretati rispettivamente da Dalva De Andrade ed Elizeth Cardoso. Seguono i successi Dominique (primo singolo con le canzoni di Suor Sorriso), Tu sei quello (vincitrice di Un disco per l’estate 1965), Voglio dirti grazie (primo posto al Festival delle rose 1965), Ogni strada (altro brano di Suor Sorriso inserito anche nel film Zum, zum, zum, n. 2) e Io ti darò di più (Festival di Sanremo 1966), qui anche in versione spagnola (Yo te daria mas), inedita per l’Italia. Delle vere e proprie rarità mai pubblicate fino ad oggi su cd sono Tutto è finito fra noi, Vai, Bobby vai, Perdendoti (cover di Losing you cantata da Brenda Lee, qui nella rarissima versione inserita nel 33 giri Italy’s incomparable del 1966, pubblicato solo negli USA), Scorderai (Stay awhile grande successo di Dusty Springfield), Se per caso (traduzione della hit di Lesley Gore No more tears), Le ragazze semplici, La mia musa, Dove, non so (nella versione originale del 1966) e La prima lettera d’amore. Completano il disco ben cinque inediti, tutti datati 1965: Un’ora e poi, Prima che finisca l’amore, E se tra poco, La ragazza di un’estate e Sorella Adele, scartata in extremis dall’album Orietta Berti canta Suor Sorriso.

 

Le ore del sole/La primera carta de amor/Quando la prima stella/Ritorna con il sole/Quando partirai/Un incontro come tanti/Una bambola inutile/Yo te doy las gracias/Una chica simple/Butterfly/D’ora in poi/Io,tu e le rose/Quando nella notte/Solo tu/Ritornerai da me/Je voudras/L’amore è blu/Tu reviendras/Tu che non sorridi mai/Per tutto il bene che mi vuoi/’Na musica doce/Amore per la vita

Il secondo cd comprende il periodo che va dal 1966 al 1968. Il primo brano Le ore del sole, è stato pubblicato solo in Spagna con il titolo Trouble galore; la versione inglese (il cui master della registrazione orignale è andato purtroppo perduto) accompagna i titoli di testa del film Agente 3S3 - Massacro al sole di Sergio Sollima. Altri brani editi solo in terra spagnola sono La primera carta de amor (La prima lettera d’amore), Yo te doy las graçias (Voglio dirti grazie), Una chica simple (Le ragazze semplici) e Butterfly. Solo per il mercato francese, troviamo invece le versioni in lingua di Io potrei (Je voudrais) e Ritornerà da me (Tu reviendras). I grandi successi qui contenuti sono Quando la prima stella (Un disco per l’estate 1966), Ritorna con il sole (primo posto al Festival di Lugano 1966), Io, tu e le rose (Festival di Sanremo 1967), Solo tu (Un disco per l’estate 1967), Ritornerà da me (Festivalbar 1967), L’amore è blu (L’amour est bleu lanciata da Vicky Leandros all’Eurofestival ’67) e Tu che non sorridi mai (Festival di Sanremo 1968). Come nel precedente disco, anche qui sono presenti delle vere e proprie rarità mai pubblicate in cd: Quando partirai (When my baby cries, successo dell’inglese Lesley Duncan), Un incontro come tanti, Una bambola inutile (cover di Sunny girl degli Hep Stars, formazione che darà poi origine agli Abba, incisa ad Amburgo con l’orchestra diretta da James Last), Quando nella notte, Per tutto il bene che mi vuoi e Amore per la vita. Infine, ancora due inediti: D’ora in poi del 1967 e ’Na musica doce dell’anno successivo.

 
 
 
Non illuderti mai/Se m’innamoro di un ragazzo come te/Dove,quando/Quando l’amore diventa poesia /L’altalena/Che t’importa se sei stonato/Una bambola blu/Se ne va/ Tipitipitì/Fin che la barca va/L’ultimo di dicembre/Ah l’amore che cos’è/Ma ti penso sai/Semplice felicità/L’ora giusta/Te l’ho scritto con le lacrime/Via dei ciclamini/Di giorno in giorno / Ritorna amore/Città verde/Alla fine della strada/La cosa più bella

Nel terzo cd è compreso quello che per certi versi è stato il periodo d’oro dei grandi successi a 45 giri e che va dal 1968 al 1972. Apre la serie Non illuderti mai (secondo posto a Un disco per l’estate 1968), seguono Se m’innamoro di un ragazzo come te (Canzonissima 1968), Quando l’amore diventa poesia (Festival di Sanremo 1969), L’altalena (terzo posto a Un disco per l’estate 1969), Che t’importa se sei stonato (sigla della trasmissione radiofonica Gran varietà 1969), Una bambola blu (Canzonissima 1969), Tipitipitì (Festival di Sanremo 1970), Fin che la barca va (terzo posto a Un disco per l’estate 1970), Ah l’amore che cos’è (Canzonissima 1970), Semplice felicità (sigla della trasmissione televisiva La cugina Orietta del 1970, pubblicato in vinile soltanto due anni dopo), Via dei ciclamini (finalista a Un disco per l’estate 1971), Ritorna amore (Mostra internazionale di musica leggera di Venezia 1971), Città verde (Canzonissima 1971) e Alla fine della strada (del 1971, incisa anche da Tom Jones con il titolo Love me tonight). Tra le perle rare mai ristampate in cd troviamo Dove, quando, Se ne va, L’ultimo di dicembre, Ma ti penso, sai, L’ora giusta, Te l’ho scritto con le lacrime, Di giorno in giorno e La cosa più bella (pubblicata solo nella musicassetta Stasera ti dico di no del 1972).

 
 

Stasera ti dico di no/La vedova Bianca/Carmen/Ancora un pò con sentimento/Per scommessa/Eternamente/E lui pescava/L’orizzonte/La ballata del mondo/L’uomo che non c’era/Noi due insieme/Colori sbiaditi/Occhi rossi/Per questo dissi addio/La vien giù dalle montagne/Il ritorno della pioggia/L’amoroso/Eppure ti amo/Vita della vita mia/La nostalgia/Il bel tempo/Donna come mai

Il periodo compreso tra il 1972 e il 1978 compone il quarto cd in cui troviamo alcune fra le sue più belle canzoni d’amore: Stasera ti dico di no (secondo posto a Un disco per l’estate 1972), Ancora un po’ con sentimento (Mostra internazionale di musica leggera di Venezia 1972), Eternamente (su musiche di Charlie Chaplin, dal film Luci della ribalta), E lui pescava (finalista a Canzonissima 1972), La ballata del mondo (Un disco per l’estate 1973), Noi due insieme (finalista a Canzonissima 1973 e per la prima volta in cd nella versione originale), Occhi rossi (tramonto d’amore) (terzo posto al Festival di Sanremo 1974), Il ritmo della pioggia (finalista a Canzonissima 1974), Eppure ti amo (Un disco per l’estate 1975), La nostalgia (dal film I nuovi mostri del 1977) e Donna come mai (ultimo singolo pubblicato dalla Polydor nel 1978). L’inedito La vien giù dalle montagne rappresenta il periodo folk che, in questo cofanetto, è stato volutamente tralasciato per la presenza in commercio della raccolta Le più belle canzoni popolari, contenente ben 38 canzoni. Altri brani mai rieditati fino ad oggi sono La vedova bianca, Carmen, Per scommessa, L’orizzonte (un bellissimo pezzo ingiustamente relegato a lato b), L’uomo che non c’era, Colori sbiaditi (con l’orchestra diretta da Augusto Martelli), Per questo dissi addio, L’amoroso (nella prima versione originale del 1974), Vita della vita mia e la struggente Il bel tempo.
 
 
 

 

Una casa per il mondo/Gira e va/Il canto del sudore/La luna e il lupo/Il violino del diavolo/Lo specchio/Zingaro biondo/Sulla tua mano/I sogni/Oggi mi sposo/Giglio rosso/Ti desidero/Omar/
Mamma di un angelo

 

La ristampa integrale dell’album Zingari… (datato 1976), occupa il quinto ed ultimo cd. All’interno della copertina originale del 33 giri era riportata la seguente didascalia di presentazione:
“Perché Orietta Berti canta gli zingari? Perché il peregrinare di queste tribù, che arrivano dall’oriente per spostarsi verso occidente e viceversa in obbedienza alle leggi del nomadismo, trova proprio in Emilia il suo costante punto di riferimento. Perché, attorno alla casa che vide Orietta bambina, c’erano sempre accampamenti e, quindi, voci e suoni gitani, dai colori slavi, magiari o andalusi, o addirittura armeni. Perché Orietta Berti è cantante di estrazione e sensibilità popolare e le canzoni degli zingari sono una delle più genuine componenti del folklore. Questo microsolco costituisce, quindi, una valida testimonianza di antiche civiltà racchiuse in usanze e costumi che si ripetono immutati ai nostri tempi, ma anche l’affettuoso ritorno all’infanzia ed all’adolescenza di un’artista sensibile ed attenta. Felice appuntamento per la realizzazione di un’opera discografica, prima nel suo genere, che vuole essere un ulteriore contributo di Orietta Berti al canto popolare dato con severità di ricerca e rigore professionale ineguagliabile. I testi, che sono tutti di Luciano Beretta, ritrascrivono in linguaggio semplice, antiche storie zigane; le musiche, raccolte da Mario Battaini e Vanni Moretto, sono la risultante di anni di indagine accurata e puntigliosa. Si tratta di espressioni musicali giunte sino a noi da tempi lontanissimi.”
 

 

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