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- Orietta
Berti nasce artisticamente nel 1961 quando, dopo una lunga
gavetta fatta di studio ed esibizioni in vari locali
dell’Emilia, partecipa alla prima manifestazione canora
ufficiale “Il disco d’oro” indetta dall’ENAL di Reggio Emilia.
La sua personale interpretazione de “Il cielo in una stanza”
(brano lanciato con enorme successo l’anno prima da Mina), le fa
conquistare il primo posto ex-aequo con un’altra debuttante che
avrà anch’essa grande successo negli anni a venire: Iva Zanicchi.
Durante le varie serate, si alternano tra pubblico e giuria
parecchi autori e discografici, tra i quali Giorgio Calabrese
che, rimasto estasiato dalla splendida voce di Orietta, la
propone alla Karim (una piccola etichetta milanese che ha
lanciato tra gli altri Fabrizio De André) per alcuni provini. La
Berti incide una serie di brani sudamericani in voga in quel
periodo, come “Franqueza” e “Triste deception”, ma è proprio con
un pezzo di Calabrese che viene stampato, nel febbraio del 1962,
il suo primo 45 giri: “Non ci sarò”. Questo disco, edito in
poche migliaia di copie, sembra che non sia mai stato
distribuito
ufficialmente, così come il secondo singolo “Se non
avessi più”, dello stesso anno. Dopo questa deludente
esperienza, sempre tramite Giorgio Calabrese, Orietta ottiene un
contratto con la multinazionale tedesca “Phonogram” la quale, su
etichetta “Polydor”, pubblica nel 1963 il 45 giri
con “Serenata suburbana” e “I nostri momenti”. Nonostante lo
scarso riscontro commerciale, il disco viene spesso diffuso radiofonicamente permettendo così alla melodiosa voce di Orietta
di entrare pian piano nelle case della gente. Nei primi mesi del
1964, la “Phonogram” decide di affidare alla Berti la versione
italiana di “Dominique”, brano di Jeanine Dekers una suora belga
che si cela sotto lo pseudonimo di Soeur Sourire (Suor Sorriso), col quale ha
già spopolato in gran parte del mondo ma non in Italia. La
pubblicazione di questo nuovo disco apre ad Orietta le porte
della tv: la canzone viene infatti lanciata durante una
trasmissione televisiva RAI dedicata alla Pasqua. Grazie anche
ad un discreto riscontro popolare, la notorietà di Orietta è in
una fase tale da spingere Silvio Gigli ad includerla come ospite
fissa nella sua popolare trasmissione radiofonica “Sorella
radio”. In estate esce il singolo contenente “Tutto è finito fra
noi” e “Vai Bobby, vai” (cover di “Run Bobby, run”), brano quest’ultimo
con il quale partecipa alla manifestazione canora “Notturno al
lido di Venezia”. In autunno la “Phonogram” mette in commercio
il terzo 45 giri dell’anno con “Perdendoti” (traduzione di
“Losing you”, brano noto nell’interpretazione di Brenda Lee) e
“Scorderai” (cover di “Stay awhyle” lanciata in America da Dusty
Springfield). L’anno seguente, il crescente successo di questa
ragazza, che nel frattempo è stata soprannominata “la cantante
della dolcezza”, spinge la “Phonogram” ad includerla tra i
partecipanti alla manifestazione radiofonica “Un disco per
l’estate” con un brano di Alberto Anelli dal titolo “Tu sei
quello”. Orietta supera brillantemente tutte le eliminatorie
vincendo a pieno titolo la gara. Da questo
momento la sua carriera non conosce più confini: nell’autunno
dello stesso anno partecipa al “Festival delle rose” con “E’
troppo facile” (mai pubblicato su disco)
e un altro brano di Anelli “Voglio dirti grazie” con il quale
vince la manifestazione. Pubblica un intero 33 giri (il primo
della sua discografia) con le canzoni di Suor Sorriso. Il 1966
si apre con la sua prima partecipazione al “Festival di Sanremo”
nel quale, inizialmente, avrebbe dovuto presentare il brano di
Umberto Bindi “Non ti scorderò”, sostituito poi con la splendida
“Io ti darò di più” di Memo Remigi. Poiché in quel periodo al
festival ogni brano veniva proposto da due interpreti non
necessariamente appartenenti alla stessa scuderia discografica,
la Berti si trova a dover condividere il suo pezzo con la ben
più nota collega Ornella Vanoni. Le due donne si classificano
prime nell’eliminatoria e seste nella serata
finale. Al “Disco per l’estate” partecipa con un
brano di Pallavicini dedicato agli emigranti, dal titolo “Quando
la prima stella” che purtroppo, però, non accede alla finale.
Questa sconfitta non le nuoce minimamente, tanto che, subito
dopo, vince il “Festival di Lugano” con la splendida “Ritorna
con il sole”. Prende parte a numerose puntate dello spettacolo
televisivo “Settevoci” condotto da Pippo Baudo, aggiudicandosi
il titolo di rivelazione dell’anno. In autunno è tra i
partecipanti di “Scala reale” nella squadra capitanata da Little
Tony, nella quale interpreta “Tu sei quello” in una versione
diversa dalla stessa edita su disco. Il 1967 si apre con la
seconda partecipazione a Sanremo, che però, oltre che per il
grande successo personale, sarà ricordata dalla
stessa Orietta per il fatto che il suo brano “Io, tu e le rose”
(interpretato anche dai Compagnons de la chanson) sarebbe
stato citato in un fantomatico biglietto lasciato dal cantautore
Luigi Tenco suicidatosi (secondo la tesi ritenuta, ad oggi,
ufficiale) durante il festival. Nonostante ciò, la canzone di
Orietta si classifica quinta, vince i referendum
popolari di due importanti settimanali, “Oggi” e “Tv sorrisi e
canzoni” e conquista la “Medaglia d’oro di TV Illustrazione”
quale brano più votato di “Sanremo ‘67”. In estate partecipa
nuovamente al “Disco per l’estate” con la splendida e struggente
“Solo tu” (8° posto) composta per lei da Federico
Monti Arduini, musicista noto con il nome de “Il guardiano del
faro”. Dopo la pubblicazione del suo terzo album composto da
cover ed inediti che ha per titolo semplicemente “Orietta
Berti”, in autunno partecipa per la seconda volta al “Festival
delle rose” ancora con un pezzo firmato da Monti Arduini: “Io
potrei”, nel quale Orietta tira fuori una grinta non comune,
classificandosi nella prima serata al secondo posto. Subito dopo prende parte a “Partitissima” nella squadra di
Claudio Villa, interpretando “Io tu e le rose” in una versione
arrangiata per l’occasione ed in ottobre, alla Terrazza Martini
di Milano, riceve il suo primo Disco d'oro. Nel 1968 è impegnata nuovamente in
numerose manifestazioni canore tra le quali il “Festival di
Sanremo” in cui interpreta “Tu che non sorridi mai” (eseguita
pure da Piergiorgio Farina) esclusa dalla finale, “Un disco per
l’estate” dove la sua “Non illuderti mai” (1° nella prima serata) si piazza al secondo posto, il
“Festivalbar” con la medesima canzone e “Canzonissima”, nella
quale conquista il quarto posto con “Se m’innamoro di un ragazzo
come te” scritta per lei da Toto Savio.
Soprattutto grazie alle notevoli vendite del disco “Non
illuderti mai”, intanto, le era stato consegnato il secondo
Disco d’oro. All’inverno 1968 risale anche la prima esperienza
cinematografica di Orietta: sull’onda del successo della sigla
di “Canzonissima”, è chiamata ad interpretare il ruolo di Suor
Teresa nel film “Zum, zum, zum” ed in una scena canta l’intero
brano “Dominique”.
Nel
frattempo la Polydor pubblica il 33 giri “Dolcemente”, una
raccolta di successi contenente gli inediti “Io e te” e “Volano
le rondini”. L’anno successivo torna a “Sanremo” (10° posto) dove però la sua partecipazione al festival sarà
ricordata più per l’abito che indossa che per il brano che
canta, la splendida “Quando l’amore diventa poesia” (con la
seconda esecuzione di Massimo Ranieri). Disegnato dalla stilista
Mila Schön, il vestito lascia a bocca aperta il pubblico poiché
la fantasia a strisce nere, bianche e gialle, alla tv in bianco
e nero, ha una resa decisamente infelice! L’eco è tale
che, nella popolare trasmissione “Doppia coppia”, il grandissimo
Alighiero Noschese ne fa una parodia straordinaria imitando la
cantante indossando un abito uguale! In estate la sua nuova
canzone “L’altalena” viene presentata al “Festivalbar” e a “Un
disco per l’estate”, nel quale si classifica terza.
A fine stagione riprende il ruolo di Suor Teresa per il film "Zum,
zum, zum n. 2", nel quale interpreta "Ogni strada". Torna a “Canzonissima” sbaragliando tutte le colleghe e
rimanendo, nella finalissima, l’unica donna in gara con “Una
bambola blu”

Il successo di Orietta è
ormai inarrestabile e, nel febbraio del ’70, per la quinta volta consecutiva torna a “Sanremo” presentando un valzer di Pace e Panzeri
(autori che hanno firmato i suoi più grandi successi) dal titolo
“Tipitipitì” (8° posto). Subito dopo il festival, esce il
suo quinto 33 giri che comprende una raccolta dei più recenti brani
pubblicati su 45 giri, più l’inedita “Cento secoli”. Conquista il terzo
posto al “Disco per l’estate” con quella che sarà un po’ la
colonna sonora della sua carriera “Fin che la barca va”. Il testo del
pezzo scomoda non pochi critici e giornalisti, che l’accusano di essere
addirittura una qualunquista. A luglio è protagonista assoluta di uno
spettacolo televisivo Rai titolato “La cugina Orietta” nel quale, oltre
a cantare le sue canzoni più note, si cimenta in fantasie di brani
internazionali e d’operetta, ospitando tra l’altro grandi personaggi
dello spettacolo come Erminio Macario, Françoise Hardy, Caterina Caselli
e molti altri. A “Canzonissima” porta in finale l’allegra “Ah, l’amore
che cos’è” abbinata nel 45 giri a “Ma ti penso sai”, sigla della
trasmissione di Radio Montecarlo “Pensando a te”. Nel 1971, a causa di
una controversia tra l’organizzazione del “Festival di Sanremo” e la
Phonogram (la quale ritira dalla gara tutti i cantanti appartenenti alla
propria scuderia), Orietta si vede costretta a cedere il suo brano”L’ora
giusta” a due debuttanti che malauguratamente non accedono neanche alla
finale. Qualche tempo dopo, la Polydor pubblica ugualmente il disco con
il brano nella versione della Berti che, ottenuto un buon riscontro
commerciale, fa da traino al sesto 33 giri della cantante intitolato
“Orietta” e contenente canzoni recenti e note del suo repertorio. In
primavera prende nuovamente parte al “Disco per l’estate”, dove porta in
finale “Via dei ciclamini”, un brano apparentemente facile ma che tratta
in realtà il tema della prostituzione.
Dalle mani di
Paolo Villaggio riceve ancora un Disco d’oro, il terzo della sua
carriera.
Alla “Mostra internazionale di
musica leggera di Venezia”, Orietta si presenta con un bellissimo brano di Lorenzo Pilat dal titolo “Ritorna amore” che, nonostante si discosti
notevolmente dal repertorio "leggero" degli ultimi anni, riscuote un
ottimo successo. In autunno è tra i protagonisti di “Canzonissima ‘71”,
presentata ancora una volta dall’accoppiata Corrado-Carrà. Nelle
semifinali interpreta la citata “Ritorna amore” ed una personalissima
versione di “Alla fine della strada”, brano che avrebbe dovuto
presentare a “Sanremo ‘69”, sostituita poi con “Quando l’amore diventa
poesia”. Il pezzo viene pubblicato come retro del singolo “Città verde”,
canzone con la quale Orietta conquista la finalissima di questa edizione
di “Canzonissima”. Il 1972 si apre per Orietta con un’amara delusione:
il suo pezzo “Stasera ti dico di no” viene infatti scartato dalla
commissione selezionatrice del XXII° festival di Sanremo in quanto
giudicato di fattura ormai superata. Ma la rivincita è alle porte:
inclusa tra i partecipanti al “Disco per l’estate”, la stessa canzone
conquista il 2° premio nella finalissima, sbaragliando così tutte le
altre colleghe in gara! Di nuovo presente alla “Mostra internazionale di
musica leggera di Venezia”, interpreta uno dei brani più belli della
sua intera produzione discografica: “Ancora un po’ con sentimento”. Il
pezzo viene messo in commercio abbinato a “Per scommessa”, che tratta lo
scottante ed attuale tema della “donna-oggetto”. Esce sul mercato “Più
italiane di me”, un album con canzoni folk della tradizione italiana del
‘700, che rimane a tutt’oggi il suo 33 giri più venduto. Nell’edizione
1972\1973 di “Canzonissima” (condotta questa volta da Pippo Baudo e
Loretta Goggi), Orietta presenta una sua versione di “Eternamente”,
classico internazionale su musica del grande Charlie Chaplin, “Ancora un
po’ con sentimento” ed in finale “E lui pescava”, un brano che la stessa
Berti non ha mai amato, il cui titolo è la metafora del tradimento.
L’anno successivo vede Orietta impegnatissima in una serie di concerti all’estero come Giappone e Stati
Uniti; qui, tra l'altro, si esibisce al Madison Square Garden di New York.
Registra per la tv lo special “Stasera ti dico di no” nel quale, oltre
ad interpretare i suoi più grandi successi, racconta le varie fasi
della propria carriera e vita di donna comune. Come di consueto,
partecipa al “Disco per l’estate” con “La ballata del mondo” che,
purtroppo, non accede alla finale e prende parte ad una puntata di “Senza
rete”, nella quale ci regala una splendida versione dal vivo di “Ancora
un po’ con sentimento”.
La Polydor pubblica l’album “Cantatele con me”, ricco anch’esso, come il
precedente, di canti popolari italiani. Dopo l’estate, prende parte alla
nuova edizione di “Canzonissima” (presentata da Pippo Baudo e Mita
Medici), che per la prima volta nella storia della tv viene trasmessa la
domenica pomeriggio. In semifinale porta “Quando l’amore diventa poesia”
e “Ancora un po’ con sentimento”; registra il provino di “Alle porte del
sole” in lizza per la finale, brano affidato invece a Gigliola Cinquetti,
che vincerà la manifestazione a pieni voti. Orietta, con la sua “Noi
due insieme”, conquista un onorevole quarto posto che
la lascia comunque amareggiata. Nel 1974, dopo ben quattro anni di
assenza, torna a “Sanremo” con la bellissima “Occhi rossi (tramonto
d’amore)”. Pur conquistando il terzo posto dietro alla Zanicchi
(che vince l’edizione con “Ciao cara, come stai?”) e a Modugno, non sale
sul podio perché in questa edizione, dopo il primo classificato, vengono
considerati tutti secondi a pari merito! Purtroppo, così, l’unico
piazzamento “d’onore” ottenuto da Orietta al “Festival di Sanremo”
rimane nell’ombra.
In autunno, dopo la pubblicazione dell’album “Così come le canto”
(ultimo della fortunata trilogia folk), partecipa alla “Gondola d’oro di
Venezia” con
“La moglie fedele”
e “La bella giardiniera tradita nell’amor”, quest'ultima presentata anche
alle semifinali di “Canzonissima ‘74”. In questa manifestazione
(la cui edizione a causa di alcuni problemi legati a votazioni truccate,
concluderà la serie) arriva in finale con un bellissimo brano che
sostituisce all’ultimo momento “Vita della vita mia”, dal titolo “Il
ritmo della pioggia”. Il 1975 per Orietta si rivela un anno magico:
riesce finalmente a portare a termine la sua prima gravidanza diventando,
il 3 agosto, mamma di un bimbo che chiama Omar. Produce l’album
“Eppure... ti amo”, ricco di splendidi best-sellers internazionali
rivisitati in chiave melodica, tra i quali “Foglie morte”, “Ieri si” e la
splendida “Eternamente” (dal film "Luci della ribalta" di Charlie Chaplin). Con “Eppure ti
amo”, partecipa ancora una volta a “Un disco per l’estate”, unica
manifestazione che la vede in gara poco prima di partorire. L’anno
successivo, Orietta è impegnata nella realizzazione di uno dei dischi
più belli della sua intera produzione discografica: “Zingari...” .
Frutto di faticose ricerche sia storiche che musicali, rimane a tutt’oggi
una delle migliori perfomance artistico-culturali della discografia
italiana. Orietta interpreta le canzoni con una intensità emotiva non
comune, fondendo il testo con la melodia e riuscendo a non far perdere
all’ascoltatore il contatto con il vero significato del brano, così come
nel caso de “Il canto del sudore” o “Mamma di un angelo”, quest’ultima
quasi un’autobiografia degli anni passati. Nel 1977 Orietta prende
parte al film “I nuovi mostri” girando, per la regia di Ettore Scola,
l’episodio “L’uccellino della Val Padana” insieme ad Ugo Tognazzi. Quasi
contemporaneamente, la Polydor pubblica il 45 giri “La nostalgia”, brano
che la Berti esegue all’inizio del sopra citato film. L’anno dopo
Orietta è impegnata principalmente in spettacoli dal vivo all’estero, che
la portano dalla Russia al Canada fino al Giappone, tenendola lontana
non poco dal suo amato pubblico italiano. Nonostante ciò, non manca
all’appuntamento annuale riguardante la pubblicazione di un nuovo
singolo che presenta per l’occasione a “Domenica in...”. Prende parte
inoltre al film di Giancarlo Santi “Quando c’era Lui... caro Lei!”, una
parodia sul fascismo con Paolo Villaggio, nel quale interpreta nientemeno
che donna Rachele Mussolini! Per Rai2 registra una puntata del programma
“Come mai-Speciale” dal titolo "Incontri ravvicinati a Piumazzo,
provincia di Modena" in cui interpreta il ruolo di una
cantante melodica che viene assassinata sul palco durante un’esibizione,
per mano di alcuni giovani contestatori. L'anno dopo, la Polydor mette
in commercio l'album "Pastelli", una raccolta dei suoi più recenti
successi, con l'aggiunta di 3 inediti e una nuova versione de
"L'amoroso", già incisa nel 1974.

Dal 1979 al 1983, Orietta
realizza esclusivamente una serie di dischi per bambini, partendo dalla
colonna sonora della serie televisiva “Barbapapà” interpretata in coppia
con Claudio Lippi, continuando con “La balena” (sigla di “Fuori due”
abbinato alla Lotteria Italia), fino a “La barca non va più” presentata
al “Festival di Sanremo” ’81, clamorosamente tra le “nuove proposte”. La
scelta di questo
repertorio coincide con la seconda gravidanza di Orietta che, a febbraio
del 1980, diventa nuovamente mamma di un altro maschietto chiamato Otis,
in onore del grande musicista jazz Otis Redding che Orietta ha sempre
ammirato. A febbraio del 1982, torna a Sanremo con delle bambine vestite
da majorette al seguito, inspiegabilmente ancora tra le “nuove proposte”
nella cui sezione le fa compagnia il grande Claudio Villa: presenta
“America in” (ultimo firmato dal duo Pace\Panzeri), brano poco consono
alle mode musicali del periodo, che non accede alla finale. Conclude la
parentesi di canzoni dedicate al mondo dell’infanzia “Tagliatelle”, che
fa da sigla ad una rubrica di cucina all’interno di “Domenica in...”.
Diventata produttrice di
se stessa, nell’autunno del 1984 torna alla grande in tv partecipando
alla trasmissione televisiva “Premiatissima ‘84” in onda su “Canale 5”,
nella quale interpreta sei brani tratti dal repertorio di altri artisti
tra i quali “Se stasera sono qui” di Tenco e “Io che amo solo te” di
Endrigo. A fine anno esce per la Ricordi il 33 giri “Le mie nuove
canzoni” contenente otto brani inediti composti da Umberto Balsamo e che
segnano l’inizio di una fortunata collaborazione artistica tra lei e il
cantautore siciliano. L’anno successivo vede Orietta impegnata in
diverse partecipazioni televisive atte principalmente a promuovere il
nuovo Lp. Con l’avvicinarsi del “Festival di Sanremo”, a gennaio 1986
vengono resi pubblici i nomi dei partecipanti, della cui rosa fa parte a
sorpresa anche Orietta che porta in gara uno splendido brano di Balsamo
e Raggi dal titolo “Futuro”, un talismano per la paura della guerra che
aleggia in quel periodo. Con i voti-cartoline del Totip, la Berti si
piazza al sesto posto, sbaragliando artisti del calibro di Loredana
Berté e Zucchero. Subito dopo il festival, esce nei negozi il nuovo
album che porta il titolo del brano sanremese e contiene altri otto
pezzi inediti sempre di Umberto Balsamo. Con uno di essi, e precisamente
“Senza te”, conquista il 4° posto nella puntata finale di “Premiatissima
‘86” e torna dopo parecchi anni in superclassifica. Nell’88, viene
annunciata la sua partecipazione al “Festival di Sanremo” con il brano
“Italia” ma, all’ultimo momento, la canzone viene affidata a Mino Reitano
che ne fa una versione marcatamente popolare. L’ascolto del brano da
parte dei fans della cantante, fa ringraziare loro il cielo (nonostante
la sua esclusione) per non averla interpretata lei. La mancata
promozione del pezzo da parte della Berti dovuta a precedenti accordi,
induce la cantante ad agire legalmente contro gli interessati così che
nel 1996, dopo aver vinto la causa, il danno le sarà risarcito. Nel 1989, tenta
nuovamente la carta di Sanremo presentando alle selezioni il brano
“Tarantelle”, una denuncia contro le magagne dei politici di turno. Il
testo viene giudicato dalla commissione selezionatrice troppo
provocatorio, per cui le viene chiesto di modificarlo. Orietta, piuttosto
che far perdere alla canzone il vero significato, preferisce rinunciare
al festival inserendo il brano in versione originale nel nuovo album
autunnale “Io come donna”, che chiude la fortunata collaborazione con
Balsamo.

Nel 1991, Adriano Aragozzini, che già l’anno prima aveva preso
in mano l’organizzazione del festival , boccia la splendida
“Incompatibili ma indivisibili” più per una questione personale che
artistica. Il brano, composto da Giancarlo Bigazzi, rimane a lungo nel
cuore di Orietta che spera di poterlo riproporre negli anni a venire, ma
il comico Federico Salvatore, coautore, lo incide inserendolo in un suo cd così
che, non essendo più un inedito, non può essere presentato alle
successive selezioni. Il 1992 si rivela per Orietta un anno
importantissimo dal quale inizia una nuova inarrestabile scalata al successo che
si protrae a tutt’oggi. Partecipa per l’undicesima volta al “Festival di
Sanremo” in coppia con Giorgio Faletti presentando il brano “Rumba di
tango”. I due non accedono alla finale ma il loro pezzo risulta essere
uno dei più gettonati di quell’edizione. In autunno prende parte alla
trasmissione domenicale di Rai2 “Acqua calda”, nella quale interpreta
grandi successi italiani di Lucio Dalla, Zucchero e Pino Daniele
rivelando un’ironia mai tirata fuori in precedenza. L’anno dopo debutta
su Italia 1 come conduttrice del programma “Rock’n’roll” diretto da
Gianni Boncompagni, nel quale le esibizioni delle ragazze di “Non è la
Rai” si alternano a quelle di piccoli cantanti introdotti da Orietta.
Purtroppo, l’accostamento delle succinte ragazze ai bambini “prodigio”
suscita non poche polemiche da parte dei vari comitati a tutela
dell’infanzia, cosa che provoca la sospensione di quel segmento del
programma. Nel ’94 prende parte ad alcune puntate monografiche della
trasmissione pomeridiana di Rai1 “Mi ritorni in mente” ideata e condotta
con grande professionalità da Red Ronnie, nella quale vengono mostrati
filmati d’epoca e partecipazioni di Orietta a programmi tv ormai
dimenticati. Subito dopo, le sue partecipazioni televisive non si
contano più nonostante una battuta d’arresto causata nel ’95 da un
incidente stradale dal quale esce miracolosamente quasi illesa.
Nell’autunno dello stesso anno entra a far parte del cast di “Domenica
in”, edizione condotta da Mara Venier nella quale, oltre ad interpretare
i suoi successi, partecipa a fantasie musicali con il “compagno di
squadra” Jimmy Fontana. Nella primavera del 1996 torna alla Polydor
pubblicando il cd “Per questo grande ed infinito amore” che, oltre a
contenere due inediti (uno dei quali firmato dal bravo Gatto Panceri)
ripropone quasi per intero i due album del 1967 e 1975. A giugno è
ospite quasi fissa del programma di Paolo Limiti “...E l’Italia
Racconta”, seguita l’anno dopo da “Ci vediamo in tv”. Entra a far parte
del programma di revival condotto da Fabio Fazio e Claudio Baglioni
“Anima mia”, che ottiene un enorme successo. Indimenticabile un momento
di grande intensità che Orietta e Baglioni ci hanno regalato durante
l'ultima puntata del programma: uno straordinario duetto sulle note di
un grande successo di Umberto Bindi degli anni '60, "Il nostro
concerto". Quasi a fine anno, conduce
con l’appoggio di Fazio l’edizione annuale di “Sanremo giovani”, nel
quale dimostra grande ironia e professionalità. Per la maggior parte dei
giornali infatti, l’unica vera vincitrice della manifestazione risulta
essere proprio lei. Dal ’97 al 2000 Orietta è ospite fissa ed inviata
speciale di “Quelli che il calcio”, programma sportivo di Rai3 (emigrato
poi su Rai2) condotto da Fabio Fazio. La simpatia che Orietta rivela in
queste edizioni, la porta a conquistare gran parte di quel pubblico
che fino ad allora l’aveva sempre emarginata. Nel 1999 fa parte del cast
di “Sanremo notte” e, con Teo Teocoli, sale sul palco dell’Ariston
durante la serata finale nella quale, per scendere la lunga scalinata,
si toglie a sorpresa le scarpe! Approfitta dell’occasione per incidere
il brano “Incompatibili ma indivisibili” (realizzando così il sogno di
qualche anno prima), che viene inserito nella compilation del festival
pur non essendo in gara. Pubblica un nuovo cd che prende il titolo dal
suddetto brano e continua a partecipare alle varie trasmissioni
di Paolo
Limiti senza però una cadenza fissa.

Nell’autunno del 2001 lascia la Rai
per Mediaset, entrando a far parte del cast fisso di “Buona domenica”
(trasmissione pomeridiana di Canale 5 nella quale ha militato fino alla
stagione 2005/2006),
dove alterna intensi duetti musicali con Claudio Lippi e Luca Laurenti a
momenti di grande ironia. Il 10
ottobre 2003 esce il suo nuovo album "Emozione d'autore", un disco
dedicato ad alcuni dei massimi esponenti della canzone d’autore
italiana, nel quale Orietta ha inserito le canzoni che ha più amato tra
quelle che hanno visto la luce fra gli anni ’60 e gli anni ’90.
Troviamo, tra le altre, creazioni di Sergio Endrigo, Umberto Bindi,
Riccardo Cocciante, Franco Califano, Beppe Cantarelli e l’immancabile
binomio Mogol-Battisti. Nell'edizione 2004\2005 di "Buona domenica", Orietta conquista una
posizione d'onore con ben due spazi musicali: nel primo (in apertura del
programma), si cimenta in una fantasia musicale prettamente folk; il
secondo appuntamento canoro, riservatole nella fascia che va dalle 15.30
alle 17.00, la vede impegnata nell'esecuzione di pezzi inediti per il
suo repertorio discografico che le permettono (grazie anche alla grande
orchestra diretta da Demo Morselli) di spaziare dai brani sudamericani
alle canzoni d'autore italiane ed internazionali, dando ancora una volta
grande prova della sua versatilità artistica e delle grandi capacità
vocali ed interpretative di cui dispone.
Questa nuova esperienza, culmina nel maggio 2006, con l'uscita di un
nuovo album dal titolo "Exitos latinos" in cui Orietta, con l'orchestra
diretta dal bravissimo Demo Morselli, rivisita praticamente dal vivo
alcuni grandi successi latino-americani del secolo scorso tra i quali "Quizas,
quizas, quizas" lanciata negli anni '50 dal grande Nat King Kole, "Cachito"
e "Besame mucho" firmate da Valasquez, "Tres palabras" e "Sabor a mi"
già note in Italia negli anni '60 grazie alla splendida voce di Mina e
"Amor, amor amor", un intenso pezzo già portato al successo dalla bravissima Caterina Valente. A giugno dello stesso
anno lascia Mediaset per tornare in Rai dalla porta principale: è
infatti nel cast di "Ballando con le stelle", programma abbinato alla
"Lotteria Italia", dove concorre istruita dal ballerino Andrea Placidi.
Anche se la coppia viene eliminata alla terza puntata, fino ad allora la
simpatia di Orietta scatena delle vere e proprie ovazioni da parte del
pubblico in sala, a conferma del grande affetto nutrito per lei. Nel
2007, oltre alla promozione dell'album pubblicato l'anno precedente,
vanta numerose partecipazioni televisive, soprattutto a "Domenica in";
qui incontra il trombonista Sandro Comini che la vuole come guest star
nel suo album "Vietato lamentarsi", in cui arrangia, per l'occasione,
il
grande successo di Bruno Martino "E la chiamano estate", che Orietta
interpreta con grande passione. Da questa collaborazione, nasce l'idea
di realizzare un intero album insieme; così, nell'autunno del 2008, il
progetto si concretizza in "Swing - Un omaggio alla mia maniera", un
disco ricco di melodie anni '50, intriso di sfumature jazz. A fine anno,
per omaggiare la prestigiosa carriera di questa poliedrica Artista, la Universal music mette in commercio un cofanetto contenente cinque cd,
comprendenti gran parte della produzione originale Polydor (con
l'aggiunta di 7 inediti) che va dal 1963 al 1978. All'inizio del 2009,
Orietta è tra i partecipanti al programma di Rai uno "Ciak, si canta!",
una gara tra videoclip dei maggiori successi italiani degli ultimi 40
anni. La Berti, oltre a vincere una puntata, porta in finale un'ironica
versione di "Fin che la barca va", già presentata con successo a luglio
dell'anno precedente, durante una puntata di rodaggio della stessa
trasmissione. Nel mese di giugno partecipa come contribuente, al
concerto tutto al femminile "Amiche per l'Abruzzo", che si tiene allo
stadio San Siro di Milano, per raccogliere fondi a favore dei
terremotati dell'Abruzzo. Nello stesso periodo è tra i protagonisti del
Festival Show, svoltosi a tappe in diverse località d'Italia e
conclusosi con un mega concerto all'Arena di Verona. In autunno viene
chiamata a far parte della giuria di un nuovo programma di Rai uno
condotto da Fabrizio Frizzi, dal titolo "Mettiamoci all'opera" insieme a
Fabio Armiliato, Katia Ricciarelli ed Enrico Stinchelli. Per l'edizione
2010 di "Ciak, si canta!", Orietta realizza i video clip dei brani "Via
dei ciclamini" e "Tipitipitì".
Il
segreto di questo inarrestabile successo sta forse nella semplicità e
nella coerenza artistico-professionale che Orietta ha sempre dimostrato
di avere, cercando di non deludere mai il suo amato pubblico con
azzardati
colpi
di testa rimanendo così un esempio di
serietà per tutti.
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