45 giri

 

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Alla fine degli anni '40, il famoso 78 giri viene sostituito da un nuovo supporto realizzato in vinilite (un materiale di gran lunga più leggero di quello usato fino a quel momento), che può contenere brani della durata più che doppia del precedente: il 45 giri o "singolo". Il vero boom di questo supporto, avviene però sul finire degli anni '50 e, di conseguenza, sono soprattutto gli anni '60 ad essere caratterizzati da un'emissione incredibile di singoli. Basti pensare che all'epoca (restando in Italia), interpreti del calibro di Mina e Celentano, sfornavano quasi un 45 giri al mese. Orietta entra ufficialmente nel mercato discografico con due singoli stampati nel 1962 ma mai distribuiti. Nella sua discografia si conta un gran numero di questi supporti e alcuni, emessi in poche copie, sono divenuti ormai introvabili.


 

1962: Non ci sarò\Franchezza (Karim, KN 121)

 
Dopo alcuni provini (prevalentemente di brani sudamericani) realizzati grazie all'aiuto di Giorgio Calabrese, nel febbraio del 1962 la piccola etichetta milanese "Karim" stampa questo 45 giri che purtroppo però, a quanto sembra, non è mai stato distribuito ufficialmente nei negozi. Il disco contiene l'inedito "Non ci sarò" (di Calabrese\Isola) e "Franchezza" (versione tradotta di "Franqueza"), di Brean\Guilhermo, il cui testo italiano è affidato a Giorgio Calabrese. Nel 1999 la cantante ha riproposto i due brani in una nuova veste includendoli nel cd "Incompatibili ma indivisibili" con l'aggiunta di "Franqueza" in lingua originale.
1962: Se non avessi più\Canzone di novembre (Karim, KN 122)
 
Secondo singolo stampato dalla "Karim" quasi contemporaneamente al precedente e, a quanto risulta, anch'esso non distribuito. I brani contenuti sono "Se non avessi più", versione italiana di "Si je n'avais plus", un classico del repertorio di Charles Aznavour che ne ha composto la musica (il testo italiano è ancora una volta di Calabrese) e "Canzone di novembre", versione italiana di "Chanson de novembre", con musica di Bruno Zambrini e testo originario di Depeyre, tradotta nella nostra lingua da Cicero. La copertina, a parte i titoli dei brani e il numero di catalogo del singolo, è identica a quella di "Non ci sarò". Di reperibilità difficilissima, questo singolo è considerato oggi il pezzo più raro dell'intera discografia di Orietta.
1963: Serenata suburbana\I nostri momenti (Polydor, NH 54 763)
 
Stipulato il contratto discografico con la multinazionale "Phonogram", arriva per Orietta la prima vera soddisfazione professionale: su etichetta "Polydor" viene stampato questo 45 giri che può considerarsi il primo ufficiale della cantante, dal momento che è stato regolarmente distribuito nei negozi. Il brano di punta del singolo è "Serenata suburbana" cover dell'omonimo pezzo di Capiba (noto compositore sudamericano), il cui testo italiano è di Giorgio Calabrese. Nel lato b ancora una cover: "I nostri momenti", titolo originale "Nossos momentos", composta da Haroldo Barbosa. Questo disco permette ad Orietta di far ascoltare in radio la sua splendida voce, rendendola così pian piano familiare al grande pubblico. Sul retro copertina, sono pubblicizzati tre singoli di altrettanti artisti appartenenti alla stessa casa discografica. Anch'esso abbastanza raro, ha raggiunto oggi quotazioni di notevole livello.
1964: Dominique\Io vorrei (Polydor, NH 54 779)
 
Grazie alle canzoni di Suor Sorriso, una monaca belga del convento di Fichermont, divenuta cantautrice e che spopola in quasi tutto il mondo con le sue preghiere in musica, arriva per Orietta il primo successo commerciale. "Dominique", tradotta in italiano da Etrusco, narra le vicende di San Domenico, mentre "Io vorrei" è un vero e proprio messaggio d'amore per il Signore. I due brani sono cantati da Orietta con l'accompagnamento di Luciano Zuccheri alla chitarra e Antonio De Serio al contrabbasso. Sul retro copertina, oltre ai testi dei due brani contenuti nel singolo, vi è una foto della cantante scattata in sala di incisione durante una registrazione. Le quotazioni di questo singolo, sono abbastanza accessibili. 

1964: Tutto è finito fra noi\Vai Bobby, vai (Polydor, NH 54 787)

 
Con la notorietà, arrivano per Orietta anche le prime manifestazioni canore alle quali partecipa sempre con grande successo. "Vai Bobby, vai" (cover di "Run Bobby, run" di Releigh\Barkan, cantata originariamente da Lesley Gore e tradotta in italiano da Specchia) inserita nel disco come lato B del 45 giri, viene presentata nel luglio del 1964 alla rassegna musicale "Notturno al lido di Venezia". Nonostante ciò, il brano di punta del singolo è "Tutto è finito fra noi" di Specchia\Leuzzi, un pezzo di genere melodico-beat in pieno stile con la moda di quel periodo, che nulla ha a che fare con i brani di Suor Sorriso. Entrambe le canzoni, contribuiscono a mettere in risalto le potenzialità vocali ed interpretative della giovane cantante emiliana.
1964: Perdendoti\Scorderai (Polydor, NH 54 810)
    
 
Discreto successo per questo singolo autunnale di Orietta. Il disco viene pubblicizzato nelle pagine del settimanale "TV Sorrisi e canzoni" ed ha una certa diffusione radiofonica. Entrambi i brani sono cover di successi internazionali: "Perdendoti" (di Pallavicini\Renard\Sigman) é la traduzione di "Losing you" lanciata da Brenda Lee, e "Scorderai" (di Etrusco\Raymonde) non è altro che la versione italiana di "Stay awhile" della cantante inglese Dusty Springfield. Il mensile "Musica & dischi" pubblicò all'epoca un'immagine diversa del disco, per cui è probabile che il 45 giri sia stato stampato con due copertine differenti.
1965: Tu sei quello\Se per caso (Polydor, NH 54 821)
 
Da questa prima partecipazione al "Disco per l'estate", Orietta diventa una presenza fissa in quasi tutte le manifestazioni canore di un certo rilievo. Vince la gara con "Tu sei quello" (di Luciano Beretta e Alberto Anelli) sbaragliando addirittura Artisti come Jimmy Fontana con la famosissima "Il mondo". L'improvviso successo di vendite del singolo, costringe la "Polydor" ad immettere sul mercato una seconda tiratura, stampando il disco con un retro copertina diverso dal precedente nel quale vi è impressa una foto di Orietta scattata poco dopo la premiazione. Sul lato B, "Se per caso" di Barkan\Baron, traduzione del brano "No more tears" interpretato da Lesley Gore, con testo di un giovanissimo Mogol ancora lontano dai grandi successi in coppia con Lucio Battisti.
1965: Voglio dirti grazie\Le ragazze semplici (Polydor, NH 54 826)
 
Per la sua prima partecipazione al "Festival delle rose", Orietta si affida nuovamente al duo Beretta\Anelli che con Del Prete compone questo bellissimo brano col quale riesce a bissare il successo di "Tu sei quello" conquistando il podio della manifestazione. "Voglio dirti grazie", viene abbinata nel concorso in questione a "E' troppo facile" che, oltre a non accedere alla finale, rimane un inedito mai pubblicato su disco. Sul lato b del singolo, uno shake (tanto in voga in quegli anni) ancora con musica di Alberto Anelli (autore con Maso Biggero) su testo di Giulio Rapetti, alias Mogol.
1966: Io ti darò di più\La prima lettera d'amore (Polydor, NH 54 827)
 
Prima partecipazione alla manifestazione canora più importante d'Europa: il "Festival di Sanremo". Inizialmente, il pezzo da portare in gara doveva essere "Non ti scorderò" di Umberto Bindi (inciso da Orietta solo nel 2003), sostituito poi con "Io ti darò di più", un brano di notevole impatto musicale nel cui ritornello la Berti sfoggia il meglio delle sue qualità canore ed interpretative. Come di rito in quegli anni, al festival, ogni canzone veniva eseguita da due interpeti solitamente appartenenti ad etichette discografiche differenti; nel caso in questione, la seconda esecuzione del pezzo viene affidata alla già affermata Ornella Vanoni. Le due cantanti conquistano il primo posto nella semifinale ed  un onorevole sesto posto nella serata finale. "La prima lettera d'amore" di Luciano Beretta e Umberto Balsamo (ancora lontano dal comporre "L'angelo azzurro"), occupa la facciata b del singolo.
1966: Alleluia\Ogni strada (Polydor, NH 54 828)
 
Dopo aver conquistato il grande successo che la consacra una delle più belle voci giovanili del nostro panorama musicale, Orietta torna alle origini e nell'autunno del 1965, la "Polydor" pubblica un intero album dedicato alle canzoni di Suor Sorriso dal quale vengono estratti due 45 giri emessi, però, nei primi mesi dell'anno successivo. In entrambi troviamo Luciano Zuccheri alla chitarra ed Ernesto Villa al contrabbasso; il primo, pubblicato a ridosso del successo sanremese ottenuto con "Io ti darò di più", contiene "Mi vestirò di blu" e "La mia musa". Sul retro copertina, oltre ai testi dei due brani, la stessa foto riportata nell'album.
1966: Mi vestirò di blu\La mia musa (Polydor, NH 54 830)  
 
Secondo singolo estratto dall'album "Orietta Berti canta Suor Sorriso". Questa volta, i due brani prescelti sono "Alleluia!" e "Ogni strada". Come nel precedente, anche in questo retro copertina sono riportati i testi dei due pezzi contenuti nel disco e la stessa foto tratta dal 33 giri di cui sopra.
1966: Quando la prima stella\Ritorna con il sole (Polydor, NH 54 831)
 
Seconda partecipazione al "Disco per l'estate" con una fortuna di gran lunga inferiore alla precedente. Infatti "Quando la prima stella" di Pallavicini\Colonnello, pur affrontando nel testo il problema dell'emigrazione, non riesce ad accedere alla finale; in compenso però, con "Ritorna con il sole", uno splendido pezzo composto da Luciano Beretta ed Enrico Intra, ingiustamente relegato a lato B del singolo, vince a pieni voti il "Festival di Lugano". Probabilmente trainato da questo successo, il disco raggiunge un'ottima posizione nella classifica annuale di "Musica e dischi". Una curiosità: per la copertina, viene usata una foto tratta da un servizio fotografico del 1964, dal quale già un'altra immagine era stata edita per la busta di "Tutto è finito fra noi".
1966: Dove, non so\Una bambola inutile (Polydor, NH 54 835)
 
Dalla colonna sonora del capolavoro di David Lean "Il dottor Zivago" (uscito nelle sale cinematografiche l'anno precedente), Orietta incide ad Amburgo "Dove, non so (tema di Lara)"con l'orchestra diretta dal grande James Last. Sulla musica di Jarre\Webster, Giorgio Calabrese compone il testo che, nelle successive versioni di altri interpreti, risulta spesso leggermente diverso. Sul lato b ancora un pezzo di Mogol (su musica di Benny Andersson, uno dei componenti maschili dei futuri "Abba"), dal titolo "Una bambola inutile". Questo singolo è stato pubblicato con due copertine diverse ed ha fatto registrare un ottimo successo di vendite. Nel retro (uguale per entrambe le edizioni) è riportata la stessa foto usata per la busta di "Voglio dirti grazie".
1967: Io, tu e le rose\Quando nella notte (Polydor, NH 54 839)
 
Per la sua seconda partecipazione al "Festival di Sanremo", Orietta si affida al duo Pace\Panzeri (autori dei suoi più grandi successi) che, con Brinniti, le confezionano questo valzer diventato un classico della melodia italiana. Da ricordare che, subito dopo il festival, da un concorso riservato ai lettori dei settimanali "Oggi" e "TV Sorrisi e canzoni", invitati a votare la più bella canzone dell'edizione sanremese appena conclusa, il pezzo di Orietta si classifica primo in assoluto. Sul retro del singolo, una struggente ballata di Senofonte\Casini piena di speranza: "Quando nella notte". Una particolarità assoluta del disco, riguarda l'emissione di alcune copie datate sul vinile 18\01\1967, nelle quali è incisa una versione del brano con un finale cantato in maniera diversa da quella ufficiale.
1967: Solo tu\Ritornerà da me (Polydor, NH 59 802)
 
Singolo estivo che comprende due brani presentati ad altrettante manifestazioni canore: "Solo tu" (di Federico Monti Arduini, noto negli anni '70 come Il guardiano del faro) è finalista al "Disco per l'estate" mentre, "Ritornerà da me" (ancora del duo Senofonte\Casini) partecipa con successo al "Festivalbar". Il primo brano, grazie alla versione inglese di Cliff Richard divenuta "All my love", viene diffuso in buona parte del mondo. Sul retro copertina, una bella immagine inedita della cantante.
1967: Io potrei\Per questo voglio te (Polydor, NH 59 805)
 
Dopo due anni dalla vittoria ottenuta con "Voglio dirti grazie", la Berti torna al "Festival delle rose" con la splendida "Io potrei" che conquista il secondo posto nella prima serata, accedendo a pieni voti alla finale; un brano di grande impatto emotivo interpretato in maniera eccelsa e composto per l'occasione da Federico Monti Arduini. Il lato b è riservato a "Per questo voglio te" (di Mogol\De Ponti), presentato da Giuseppe Di Stefano e PJ Proby al "Festival di Sanremo" 1966 ed incluso nel 33 giri "Orietta Berti" del '67. Il singolo in questione è stato pubblicato con due copertine di colore diverso: verde destinata al commercio e giallo oro solo promozionale (vedere CURIOSITA' e PROMOZIONALI)
1968: Tu che non sorridi mai\Per tutto il bene che mi vuoi
(Polydor, NH 59 809)

 
Terza partecipazione per la Berti al "Festival di Sanremo" dalla cui finale, per la prima volta, viene eliminata. "Tu che non sorridi mai" di Terzi\Sili, è affidata per la seconda esecuzione al musicista e cantante Piergiorgio Farina. L'altro brano del singolo è "Per tutto il bene che mi vuoi" di Pinchi e Sauro Sili, con il quale Orietta ha già collaborato nel '66 e per la realizzazione dell'intero album "Orietta Berti" del 1967. La copertina del disco è in perfetto stile pop art, tanto in voga in quel periodo. Da notare che alcune copie datate 15 gennaio 1968, recano il colore del festone azzurro in una tonalità nettamente più chiara rispetto alla stampa più diffusa e datata 18 gennaio 1968.
1968: Non illuderti mai\Amore per la vita (Polydor, NH 59 811)
 
Dopo la sconfitta sanremese, la Berti si rifà conquistando con "Non illuderti mai" (di Pace\Panzeri\Pilat) il secondo posto al "Disco per l'estate". Il brano, diventerà in Gran Bretagna un grande successo dei Tremeloes che lo traducono in "My little lady", mentre in Francia sarà un'hit di Joe Dassin ("Ma bonne etoile"). Il trio Vantellini\Silvestri\Paolini, autore di parecchie sigle televisive degli anni '60, firma "Amore per la vita", lato b del disco. La copertina, vede ancora l'immagine della cantante soffocata da disegni multicolori, come detta la moda dell'epoca; sul retro, vi sono pubblicizzati alcuni prodotti della "Philips", casa di produzione ed etichetta discografica della cui scuderia fa parte anche la "Polydor".
1968: Se m'innamoro di un ragazzo come te\Dove, quando
(Polydor, NH 59 816)
 
Le gare canore nella carriera di Orietta si susseguono ormai a ritmo serrato; dopo aver superato brillantemente le eliminatorie con "Io, tu e le rose" e "Non illuderti mai" nella storica "Canzonissima '68" presentata da Paolo Panelli, Mina e Walter Chiari, la Berti accede alla finale con un bel brano  di Daniele Pace, Mario Panzeri e Totò Savio: "Se m'innamoro di un ragazzo come te". Il singolo comprende anche "Dove, quando" composto da Pace, Panzeri e dal musicista ed arrangiatore Aldo Cazzulani. La foto di copertina (capovolta orizzontalmente rispetto all'originale) è tratta dallo stesso servizio realizzato per la busta del 33 giri "Dolcemente", pubblicato poco prima.
1969: Quando l'amore diventa poesia\Agli occhi miei non crederò
(Polydor, NH 59 818)
 
E', questo, uno dei gioielli della produzione discografica di Orietta. Lo splendido brano di Mogol e Piero Soffici porta la cantante al suo 4° "Festival di Sanremo" nel 1969, in coppia con il giovane e bravissimo Massimo Ranieri. Suscita molto clamore la sua esibizione della prima serata, vestita del famoso "abito a strisce". Conquista la finale, ma si piazza solo al 10° posto. Il pezzo entrerà di diritto nel repertorio della cantante e sarà riproposto negli anni successivi in molte importanti manifestazioni. Il brano inciso sul retro è "Agli occhi miei non crederò" di Ingrosso\Soffici\Cazzulani.

1969: L'altalena\Lui, lui, lui (Polydor, NH 59 819)

 
Ancora una volta, dopo la delusione sanremese, Orietta prende la sua rivincita con il singolo estivo "L'altalena" (di Pace\Panzeri\Argenio\Conti) il quale, oltre ad essere presentato con grande successo al "Festivalbar", conquista il terzo posto al "Disco per l'estate". Nel 1990, la cantante é stata accusata in un paragrafo del  "Dizionario della canzone italiana" curato da Renzo Arbore, di aver addirittura sconfinato, con questo brano, nella pornografia a causa della frase "a questo mondo tutto va su e giù e nell'amore me lo insegni tu". Sul lato b "Lui, lui, lui", un bel pezzo di Pace\Panzeri\Pilat che si discosta notevolmente da "L'altalena".

1969: Un fiore dalla luna\Che t'importa se sei stonato (Polydor, NH 59 826)

 
Nell'autunno del '69, la "Polydor" pubblica questo 45 giri contenente due pezzi particolarmente briosi. Si tratta di "Un fiore dalla luna" (di Tuminelli\Tortorella\Vancheri), che avrebbe dovuto essere la sigla del programma televisivo per ragazzi "Chissà chi lo sa?" (presentato da Febo Conti) e "Che t'importa se sei stonato" (di Dolittle\Liverpool\Biriaco), che invece fu effettivamente trasmesso come sigla di un programma radiofonico di grande successo: "Gran varietà". In entrambi i brani, l'orchestra è diretta dal maestro Giulio Libano.

1969: Una bambola blu\Se ne va (Polydor, NH 59 830)

 
Nell'edizione 1969\1970 di "Canzonissima" presentata da Johnny Dorelli, Raimondo Vianello e le gemelle Kessler, Orietta supera le semifinali con "Quando l'amore diventa poesia" e "L'altalena", rimanendo nientemeno che l'unica donna in gara! Per la corsa al podio, presenta un pezzo firmato ancora da Pace\Panzeri\Pilat intitolato "Una bambola blu". Sul retro del 45 giri, troviamo "Se ne va" di Pilat\Cazzulani il quale, come molti altri brani dei suoi singoli, non è mai stato inserito in nessun album.

1970: Tipitipitì\Osvaldo tango (Polydor, 2060 003)

 
Per la quinta volta consecutiva, Orietta prende parte al "Festival di Sanremo" con un valzer composto dall'onnipresente trio Pace\Panzeri\Pilat. Per l'occasione, la seconda esecuzione del brano è affidata al giovane Mario Tessuto, reduce dal grande successo estivo di "Lisa dagli occhi blu". Pur classificandosi solo all'ottavo posto nella classifica finale della manifestazione, il disco risulta a tutt'oggi uno dei più venduti dell'intera produzione discografica della Berti. Per il retro del singolo, Panzeri, Pace e Cazzulani, omaggiano lo sposo di Orietta con il brano "Osvaldo tango".

1970: Fin ché la barca va\L'ultimo di dicembre (Polydor, 2060 005)

 
Il brano di punta di questo singolo "Fin ché la barca va" (di Daniele Pace e Lorenzo Pilat) non solo conquista il terzo posto al "Disco per l'estate" del 1970, ma diventa la sua canzone più famosa in assoluto. Il testo (specchio di un'Italia ancora oggi attuale) scomoda non pochi critici che accusano la cantante di essere addirittura una "qualunquista". La facciata b del disco, è occupata dal valzer composto da Aldo Cazzulani "L'utimo di dicembre".

1970: Ah, l'amore che cos'è\Ma ti penso, sai (Polydor, 2060 013)

 
Terza partecipazione consecutiva a "Canzonissima" per Orietta  la quale, dopo aver presentato nelle semifinali "Tipitipitì" e "Fin che la barca va", si piazza tra gli otto finalisti portando in finale "Ah, l'amore che cos'è" (di Pace\Panzeri\Conti), analisi in chiave ironica dei rapporti di coppia . In un primo tempo Orietta avrebbe dovuto gareggiare con "Grande, grande, grande" (famosissimo pezzo di Tony Renis portato al successo da Mina qualche mese più tardi), ma la Phonogram ritenne la canzone poco adatta ad una manifestazione così popolare. Sul retro del singolo, la splendida "Ma ti penso, sai" di (Cazzulani\Coutisson\Arnaldi), sigla della trasmissione radiofonica "Pensando a te" in onda su RadioMontecarlo.

1971: L'ora giusta\Te l'ho scritto con le lacrime (Polydor, 2060 015)

 
A causa di una controversia tra l'organizzazione del "Festival di Sanremo" '71 e la "Phonogram" (che ritira dalla gara tutti i partecipanti appartenenti alla sua scuderia) Orietta è costretta a cedere "L'ora giusta" (di Pace\Conti\Panzeri\Argenio) a due debuttanti che non accedono però alla finale. Poco dopo, la "Polydor" stampa ugualmente il disco con la versione di Orietta che mette definitivamente nel dimenticatoio le precedenti interpeti. Sul retro uno dei pezzi più belli incisi dalla Berti fino ad oggi ed ingiustamente relegato a lato b: "Te l'ho scritto con le lacrime" (di Pace\Panzeri\Cazzulani).

1971: Via dei ciclamini\Di giorno in giorno (Polydor, 2060 017)

 
Immancabile come sempre all'appuntamento estivo, con "Via dei ciclamini" (di Pace\Panzeri\Conti\Argenio), Orietta conquista la finale del "Disco per l'estate" 1971. Il brano, musicalmente di facile presa, prima di Orietta è stato rifiutato da altre interpreti a causa del testo che affronta il tema delle case di appuntamento. La Berti però, non si scompone e con quel garbo che le è consueto, ne fa una versione piuttosto ironica. Sul retro la melodica "Di giorno in giorno" (di Pace\Panzeri\Cazzulani), un'altra canzone d'amore che la cantante interpreta con la dolcezza di sempre.

1971: Ritorna amore\Ma ti penso, sai (Polydor, 2060 025)

 
In attesa della partecipazione a "Canzonissima", all'ultimo momento la "Phonogram" decide di iscrivere Orietta alla "Mostra internazionale di musica leggera-Gondola d'oro di Venezia", dove presenta "Ritorna amore", uno splendido brano di grande impatto emotivo composto da Lorenzo Pilat. A causa dei tempi ristretti per la realizzazione del disco, sul retro non viene inserito un brano inedito ma la riproposta di "Ma ti penso, sai". Il singolo viene pubblicato con due copertine aventi la stessa foto ma grafica diversa. Inoltre, alcune copie, recano un adesivo con scritto "Ritorna amore è la sigla di Gran varietà".
1971: Città verde\Alla fine della strada (Polydor, 2060 028)
 
Con "Città verde", uno struggente pezzo di Mogol e Colonnello che narra con molta delicatezza, le vicende di una ragazza alle prese con un rapporto clandestino, Orietta conquista la finalissima di "Canzonissima" 1971\'72, condotta per la seconda volta dall'accoppiata storica Corrado\Carrà. Sul retro del singolo, "Alla fine della strada" di Pace\Panzeri\Pilat (in gara al "Festival di Sanremo" 1969 nell'interpretazione dei Casuals e Junior Magli), presentata alle semifinali della medesima manifestazione e portata al successo internazionale da Tom Jones con il titolo "Love me tonight".

1972: La vedova bianca\Semplice felicità (Polydor, 2060 031)

 
Nonostante la clamorosa esclusione dalla rosa dei partecipanti al "Festival di Sanremo" 1972, Orietta prosegue il suo percorso musicale pubblicando questo bel 45 giri. Dopo "Quando la prima stella", con il brano "La vedova bianca" (di Decimo\Celli) la cantante torna a trattare il tema dell'emigrazione. Sul retro del singolo, vede la luce in versione originale un pezzo rimasto inedito su disco per ben due anni: "Semplice felicità" (di Vantellini\Amendola\Corbucci\Cazzulani). La canzone, infatti, è stata sigla di apertura dello spettacolo televisivo "La cugina Orietta" del 1970.

1972: Stasera ti dico di no\Carmen (Polydor, 2060 033)

 
Se per la commissione selezionatrice del "Festival di Sanremo" 1972, la canzone "Stasera ti dico di no" (di Pace\Panzeri\Argenio\Conti) non è idonea a partecipare alla manifestazione, per quella del "Disco per l'estate" dello stesso anno, è tutto il contrario; accetta il pezzo il quale, al termine della gara, si classifica trionfalmente secondo, dando così ad Orietta non poche soddisfazioni. Con lo stesso titolo, la Rai produce uno special di un'ora nel quale Orietta racconta la sua vita di donna e di Artista proponendo una carrellata dei suoi più grandi successi. Nel lato b troviamo un altro dei tanti brani firmati da Pace e Panzeri dal titolo "Carmen".

1972: Ancora un po' con sentimento\Per scommessa (Polydor, 2060 036)

 
Brano in concorso alla "Mostra internazionale di musica leggera-Gondola d'oro di Venezia", "Ancora un po' con sentimento" (di Pace\Panzeri\Cazzulani) è forse il più bel pezzo inciso dalla cantante nel corso della sua lunga carriera. Il maestro Chiaramello, autore degli arrangiamenti, ha confezionato per la splendida voce di Orietta una base musicale ricca di archi e sonorità sempre attuali. Nel lato B ancora una volta è stato ingiustamente relegato un altro pezzo straordinario "Per scommessa" (di Celli\Cazzulani), nel quale la Berti affronta lo scottante tema della donna oggetto, che negli anni '70, fu al centro di molte discussioni e battaglie.

1972: Come porti i capelli bella bionda\La Marianna\La bella Gigogin\Il cielo è una coperta ricamata (Polydor, 2060 042)

 
Dopo il riscontro commerciale ottenuto dall'album folk "Più italiane di me" (primo di una serie di tre Lp a tema) pubblicato qualche mese prima, la Polydor mette in commercio quello che sarà l'unico disco formato extended-play (45 giri con 4 differenti canzoni), compreso nella discografia italiana di Orietta. I quattro brani contenuti sono tutti classici del repertorio tradizionale italiano, che nell'album abbraccia un periodo compreso tra il '700 e i primi del '900.

1972: E lui pescava\L'orizzonte (Polydor, 2060 045)

 
Nell'edizione 1972\'73 di "Canzonissima", condotta da Pippo Baudo e Loretta Goggi, Orietta supera brillantemente le semifinali presentando "Ancora un po' con sentimento" e l'inedita "Eternamente", dal film "Luci della ribalta" su musica del grande Charlie Chaplin. In finale porta invece un brano di Pace\Panzeri\Argenio\Conti che la stessa Artista dichiarerà in seguito di non aver mai amato particolarmente: "E lui pescava". Di fattura nettamente superiore "L'orizzonte", confinato come altre belle canzoni di Orietta, nel lato b. Per la copertina, vengono scelte due differenti foto per ognuna delle facciate.

1973: La ballata del mondo\L'uomo che non c'era (Polydor, 2060 051)

 
Per la nona volta consecutiva Orietta è presente al "Disco per l'estate" dove la sua "La ballata del mondo" (di Pace\Panzeri\Pilat), non arriva in finale. Si rifarà partecipando all'edizione '73 di "Senza rete", dove riscuoterà un enorme successo personale. Sul retro del disco, "L'uomo che non c'era" di Pace\Panzeri\Cazzulani. La foto di copertina, probabilmente per un errore di stampa, è capovolta orizzontalmente. Questo particolare è riscontrabile anche in alcune cartoline fotografiche e in altre copertine come ad esempio "Voglio dirti grazie", "L'altalena", "Ah l'amore che cos'è" e "Ritorna amore".

1973: Noi due insieme\Colori sbiaditi (Polydor, 2060 062)

 
Il 1973 si chiude per Orietta con l'ennesima partecipazione a "Canzonissima" (presentata da Pippo Baudo e Mita Medici) nella cui finale (dopo aver superato le eliminatorie con le splendide "Quando l'amore diventa poesia" e "Ancora un po' con sentimento") arriva con "Noi due insieme" (di Trimarchi\Cazzulani\Trimarchi), conquistando un onorevole quarto posto. Sul retro del singolo "Colori sbiaditi (il sapore che mi davi tu)" di Selleri, Terenzi e Augusto Martelli (il quale cura l'arrangiamento e la direzione orchestrale), uno dei tanti pezzi reperibili solo su 45 giri.
1974: Occhi rossi (tramonto d'amore)\Per questo dissi addio
(Polydor, 2060 068)
 
La prima ed unica possibilità di salire sul podio sanremese, viene preclusa ad Orietta a causa del regolamento che impone un solo vincitore considerando tutti gli altri secondi a pari merito. Nella classifica ufficiosa, "Occhi rossi (tramonto d'amore)" di Pace\Panzeri\Pilat\Conti, si piazza terza dietro alla Zanicchi (vincitrice dell'edizione con "Ciao cara, come stai?") e a Domenico Modugno. Nel 45 giri, la canzone viene abbinata a "Per questo dissi addio" (di Pace\Panzeri\Cazzulani). La foto di copertina, è la rielaborazione dell'immagine usata per una cartolina promozionale del 1973 (vedere CARTOLINE FOTOGRAFICHE).

1974: La bella giardiniera tradita nell'amor\Quattro cavai che trottano (Polydor, 2060 081)

 
Entrambi i brani di questo singolo, sono estratti dal terzo 33 giri folk della trilogia a tema, intitolato "Così come le canto". "La bella giardiniera tradita nell'amor" viene presentato da Orietta alla "Mostra internazionale di musica leggera-Gondola d'oro di Venezia" e alle semifinali di "Canzonissima 1974\'75". La foto della busta esterna fa parte del servizio fotografico realizzato per il 33 giri sopra citato il quale è pubblicizzato sul retro copertina del 45 giri.

1974: Il ritmo della pioggia\L'amoroso (Polydor, 2060 088)

 
Ultima partecipazione di Orietta alla manifestazione che più di ogni altra l'ha sempre vista in finale: "Canzonissima". Infatti, la storica gara abbinata alla "Lotteria di capodanno", a causa di alcune controversie legali, chiude i battenti. A Raffaella Carrà, il compito di condurre quest'ultima edizione. Durante le semifinali, la cantante presenta "La bella giardiniera tradita nell'amor" e "Occhi rossi (tramonto d'amore)". Per la finale invece, dopo una lunga indecisione che vede in lizza "Vita della vita mia" e "Il ritmo della pioggia" (di Pace\Panzeri\Conti), Orietta sceglie quasi all'ultimo momento il secondo brano. Sul retro del singolo "L'amoroso", un bel pezzo composto da Pallavicini\Walter Foini\Lombardo e rivisitato da Orietta nel 1979 per l'album "Pastelli" (vedere 33 GIRI).

1975: Eppure ti amo\Vita della vita mia (Polydor, 2060 093)

 
Undicesima ed ultima partecipazione alla manifestazione canora che le ha dato le maggiori soddisfazioni: "Un disco per l'estate". Orietta, in attesa del primo figlio, si presenta a Saint Vincent con il pancione (vedere MANIFESTAZIONI). Nonostante "Eppure ti amo" (di Pace\Panzeri\Conti) non acceda alla finale, diventa uno dei pezzi più gettonati dell'estate 1975. Sul retro del 45 giri, vede la luce "Vita della vita mia"(di Beretta\Lucarelli), il brano in lizza per "Canzonissima 1974\75", sostituito poi con "Il ritmo della pioggia".

1976: Omar\Sulla tua mano (Polydor, 2060 115)

 
Divenuta mamma per la prima volta da pochi mesi, in occasione della sua settima partecipazione al "Festival di Sanremo", Orietta dedica una canzone al figlio Omar intitolandogli il pezzo (tratto dal 33 giri "Zingari..." di imminente uscita), con il quale accede alla finale della manifestazione canora. Sul retro del singolo "Sulla tua mano", anch'esso contenuto nell'album di cui sopra. Entrambi i brani sono firmati da Luciano Beretta, Lumni e Cirino.

1976: Il canto del sudore\Oggi mi sposo (Polydor, 2060 127)

 
Secondo estratto dal 33 giri "Zingari..."; il disco comprende due tra i migliori brani dell'intero album. "Il canto del sudore" viene presentato da Orietta nel corso della trasmissione televisiva "Per una sera d'estate" nella quale l'Artista si esibisce dal vivo con l'orchestra diretta dal Maestro Pino Calvi. il lato b è "Oggi mi sposo" il quale, come tutti i brani dell'album, è di Beretta, Lumni e Cirino.

1977: La nostalgia\Il bel tempo (Polydor, 2060 137)

 
Nonostante nei crediti del disco non sia specificato, "La nostalgia" (di Cristiano\Mancino) è inserita nell'episodio "L'uccellino della Val Padana" di Ettore Scola tratto dal film "I nuovi mostri" del quale Orietta è protagonista con Ugo Tognazzi. Sul retro, una canzone tra le più belle incise da Orietta e composta tra gli altri dai cantautori Daiano ed Enzo Malepasso: "Il bel tempo".

1978: Donna come mai\Quelli erano i giorni (Polydor, 2060 174)

 
Per il singolo primaverile, Orietta attinge dal repertorio internazionale incidendo nella nostra lingua la francese"J'ai besoin de toi, j'ai besoin de lui" che diventa "Donna come mai" (di Matalon\Raggi\Pallini\Musy) e la famosissima "Those were the days" ovvero "Quelli erano i giorni" (di Daiano\Raskin) già conosciuta nel nostro Paese per le interpretazioni di Gigliola Cinquetti e Dalida. Anche in questo caso, per la copertina sono state scelte immagini diverse per le due facciate.

1979: Ecco arrivare i Barbapapà\Il paese di Barbapapà\L'opera delle rane (Philips, 6025 229)

 
Questo singolo contiene tre brani tratti dalla colonna sonora dell'omonima serie televisiva trasmessa da Rai2 . Ad eccezione di "Ecco arrivare i Barbapapà", il cui testo è di Roberto Vecchioni, tutti gli altri pezzi sono di Luciano Raggi, Stokkermans e Bos. Quasi tutte le canzoni della serie sono interpretate in coppia con Claudio Lippi e pubblicate in un 33 giri edito sempre dalla Philips (vedere 33 GIRI). Questo è l'unico disco tris (composto cioè da tre canzoni) dell'intera produzione discografica di Orietta.

1980: La balena\Settimo giorno (Cinevox, SC 1150)

 
Continua la parentesi musicale di Orietta (che nel frattempo chiude il lungo sodalizio con la "Phonogram" passando alla "Ricordi" su etichetta "Cinevox") dedicata al mondo dell'infanzia. Sulla copertina del disco, per errore è riportata la dicitura "sigla di Domenica in..."."La balena",  infatti, è in realtà la sigla di "Fuori due", anteprima del programma abbinato alla "Lotteria Italia" e trasmessa la domenica pomeriggio all'interno di "Domenica in...". Sul retro "Settimo giorno" che, come il precedente, è composto dal duo Calabrese\Caruso.

1981: La barca non va più\Devi chiederlo a papà (Cinevox, SC 1154)

 
Ipotetico seguito della ben nota "Fin che la barca va" del 1970, questo brano di Bruno Lauzi e Pippo Caruso (autori anche di "Devi chiederlo a papà" contenuto nel lato b del singolo), viene presentato da Orietta al "Festival di Sanremo" 1981 con un coro di bambini denominato "La banda orsetti". Inspiegabilmente in gara nella sezione "nuove proposte", la canzone supera le eliminatorie accedendo così alla serata finale.

1982: America in\Trippy (Cinevox, SC 1157)

 
Per la seconda volta consecutiva, Orietta gareggia stranamente al "Festival di Sanremo" nella sezione nuove proposte nella quale, in questa edizione, milita pure il grande Claudio Villa. Esclusa dalla serata finale, "America in" è l'ultima canzone incisa da Orietta che porta la firma del duo Pace\Panzeri. Sul retro del 45 giri, troviamo ancora un brano per bambini dal titolo "Trippy" (di Pace\Panzeri\Conti).

1983: Tagliatelle\Stella di mare (G & G records, GG 0033)

 
Nonostante la distribuzione di questo singolo sia sempre affidata alla "Ricordi", viene stampato su etichetta "G & G records". Ancora una volta sulla copertina del disco è riportata per errore la dicitura "sigla di Domenica in...". "Tagliatelle" (di Fraski\Musak) è infatti il tema di apertura dell'angolo culinario in scaletta all'interno della suddetta trasmissione televisiva. Sul retro del singolo "Stella di mare" (di Topazia\Fraski\Musak), la più bella canzone di questa parentesi dedicata all'infanzia, che ne conclude la serie.

1986: Futuro\Sai (Emi, 06 2010677)

 
Il nuovo percorso musicale intrapreso dalla Berti già due anni prima, la porta a cambiare ancora una volta casa discografica, approdando alla multinazionale "Emi". Per esorcizzare la paura della guerra che incombe perennemente sul mondo intero, Umberto Balsamo compone con Luciano Raggi "Futuro", splendido brano che permette ad Orietta di conquistare il sesto posto nell'edizione 1986 del "Festival di Sanremo" sbaragliando artisti in voga come Loredana Bertè, Mango e Zucchero. Stessi autori del precedente per "Sai", pezzo stampato nel lato b del singolo. Sul retro copertina del disco, sono riportati i testi dei due brani.

1986: Senza te\Parla con me (Emi, 06 2014987)

 
 
Nell'edizione 1986 di "Premiatissima" in onda su Canale 5, Orietta arriva quarta con "Senza te", tratta dal 33 giri "Futuro" che le permette di tornare in classifica dopo qualche anno di assenza. Il lato b del 45 giri, contiene il primo duetto "in vinile" della carriera di Orietta e cioè "Parla con me", cantata in coppia con Umberto Balsamo, autore di entrambi i brani (il primo dei quali condiviso con Luciano Raggi). Sul retro copertina vi è riportata la stessa foto usata per le copie promozionali di "Futuro" (vedere PROMOZIONALI).

1992: Rumba di tango\Rumba di tango (strumentale) (Rti music, RTI 0701-7)

 
Per la sua undicesima partecipazione al "Festival di Sanremo", la Berti si presenta sul palco del teatro Ariston insolitamente accoppiata al comico Giorgio Faletti, che è anche l'autore del pezzo in gara. Dopo quelle del 1968 e 1982, "Rumba di tango" segna la sua terza esclusione da una finale sanremese. Nella copertina del disco, nonostante l'esecuzione del pezzo sia equamente divisa tra i due interpreti, non vi è alcuna foto di Orietta. A causa delle nuove tendenze di mercato atte a snobbare sempre più il 45 giri, questo titolo conclude la lunga serie di tali supporti fonografici incisi da Orietta.

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